REL · EXP 24 Elettromagnetismo Classe V

Leggi di Ohm e Verifica Sperimentale

Resistori, configurazioni in serie e in parallelo, misura di corrente a tensione fissa
Scuola: ITSOS Albe e Lica Steiner Argomenti: Prima Legge di Ohm · Serie · Parallelo · Multimetro A.S.: 2025/26
01Obiettivo
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Verificare sperimentalmente la prima legge di Ohm attraverso la misura della corrente in un circuito a tensione fissa con diverse configurazioni resistive (singoli resistori, serie, parallelo). Confrontare la corrente teorica Iteo = V/Req con la corrente misurata Imis per valutare l'accordo tra modello e dato sperimentale. Osservare le regole di composizione delle resistenze e le implicazioni sul comportamento della corrente e della tensione nel circuito.
02Principi Teorici
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Prima Legge di Ohm
V = R · I
La tensione ai capi di un resistore è direttamente proporzionale alla corrente. R è la costante di proporzionalità: all'aumentare di V, I aumenta nella stessa proporzione.
Schema lavagna legge di Ohm: I=V/R e R=V/I
Resistenza elettrica
R [Ω = V / A]
Quantifica l'opposizione al passaggio della corrente. Il resistore è il componente; la resistenza è il suo valore in ohm. La distinzione concettuale è netta anche se i termini vengono spesso usati come sinonimi.
Illustrazione fumetto legge di Ohm: Volt, Amp e Ohm
Serie — R equivalente
Req = R₁ + R₂ + …
Stessa corrente in ogni resistore. La tensione si ripartisce proporzionalmente tra tutti i resistori. Req è sempre maggiore del valore più grande tra i resistori.
Resistori in serie su breadboard
Parallelo — R equivalente
1/Req = 1/R₁ + 1/R₂ + …
Stessa tensione ai capi di ogni resistore. La corrente si ripartisce in modo inversamente proporzionale al valore di ciascun resistore. Req è sempre minore del valore più piccolo tra i resistori.
Resistori in parallelo su breadboard
Corrente a tensione fissa — effetto della resistenza
Fissata la tensione di alimentazione V, la corrente nel circuito è I = V / Req. All'aumentare della resistenza equivalente la corrente diminuisce proporzionalmente; al diminuire (come nel parallelo) la corrente aumenta. Questa dipendenza è il nucleo della prima legge di Ohm e la chiave di lettura dei dati raccolti in questa esperienza.
03Strumenti e Materiali
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Strumentazione
  • Multimetro digitale misura R, V, I
  • Sorgente DC a tensione fissa pile ricaricabili 9V o Arduino 5V
Componenti
  • Tre resistori R₁, R₂, R₃ R₁ = R₂ identici; R₃ diverso
  • Basetta breadboard senza saldature
  • Cavi di collegamento a banana o coccodrillo
⚠ Tensione fissa — assenza di alimentatore da banco Non era disponibile un alimentatore a tensione variabile. La verifica è condotta mantenendo V costante e variando Req tra le diverse configurazioni. La corrente varia di conseguenza, consentendo comunque di verificare la proporzionalità I = V / Req.
04Impostazione del Multimetro
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Misura della resistenza (Ω)
Circuito disalimentato
Cavo nero nel terminale COM, rosso nel terminale Ω. Misurare con il circuito scollegato dalla sorgente. Puntali ai capi del componente o della combinazione.
Misura di R1 con multimetro
Misura della corrente (mA)
Multimetro in serie
Cavo rosso nel terminale mA, nero nel COM. Modalità DC mA. Il multimetro interrompe il filo e va inserito nel ramo del circuito: tutta la corrente lo attraversa.
Misura della corrente con multimetro in serie
Scelta del fondo scala Partire sempre da un fondo scala alto (es. 2 A) e passare alla scala più piccola solo dopo aver stimato la Iteo. Selezionare il fondo scala più basso che contenga la misura per massimizzare la risoluzione e proteggere lo strumento (di solito 3 cifre significative).
⚠ Effetto Joule — riscaldamento dei resistori Correnti elevate su resistenze piccole riscaldano il componente. Il riscaldamento modifica il valore di R, introduce un errore nella misura e può danneggiare il resistore. Scegliere valori adeguati di R, e in caso di surriscaldamento, togliere l'alimentazione il prima possibile e usare un altro resistore.
05Procedura Sperimentale
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    Misura preliminare dei resistori singoli: A circuito disalimentato, misurare R₁, R₂ (scelti identici) e R₃ (diverso) in ohm con il multimetro in modalità Ω. Annotare i valori: serviranno come riferimento per il calcolo di Req teorica.

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    Misura delle combinazioni equivalenti: Montare su breadboard le quattro configurazioni previste (R₁+R₂ serie, R₁+R₃ serie, R₁∥R₂ parallelo, R₂∥R₃ parallelo). Per ciascuna, misurare Req a circuito disalimentato con il multimetro in modalità Ω.

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    Calcolo della corrente attesa: Per ciascuna configurazione, calcolare la corrente teorica Iteo = Vfissa / Req, dove Vfissa è la tensione della sorgente utilizzata (es. 5 V da Arduino o 9 V da pila).

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    Misura della corrente: Inserire il multimetro in serie al circuito con fondo scala prudenziale. Alimentare il circuito, leggere Imis, disalimentare. Ripetere per tutte le configurazioni.

    ⚠ Disalimentare sempre prima di riconfigurare il circuito sulla breadboard.
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    Registrazione e confronto: Confrontare Iteo con Imis. Annotare deviazioni e interpretarle in termini di tolleranza dei resistori, resistenze parassite dei collegamenti e riscaldamento localizzato.

06Raccolta Dati
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⚠ Condizioni sperimentali — tensione fissa Sorgente DC a tensione costante · Tre resistori (R₁ = R₂ identici; R₃ diverso) · Misura di Req a circuito disalimentato con multimetro in modalità Ω · Misura di Imis con multimetro in serie al circuito alimentato.
Verifica della prima legge di Ohm Iteo = Vfissa / Req  →  confrontare con Imis per ogni configurazione
Configurazione— Req misurataΩ / kΩ Iteo = V/RmA ImismA
R₁ singola 218 Ω 15,138 21,1
R₂ singola 9,83 kΩ 0,509 0,467
R₁ in serie con R₂ 10,04 kΩ 0,498 0,459
R₁ in serie con R₃ 433 Ω 11,547 9,61
R₁ in parallelo con R₂ 108 Ω 46,296 39,4
R₁ in parallelo con R₃ 213 Ω 23,474 19,5
07Osservazioni
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Resistenza equivalente in serie: Le misure confermano che Req serie è sempre maggiore del valore più grande tra i resistori. La corrente è unica e più bassa rispetto ai singoli componenti: aggiungere un resistore in serie aumenta l'opposizione totale.
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Resistenza equivalente in parallelo: Req parallelo è sempre inferiore al valore più piccolo tra i resistori. La corrente totale aumenta rispetto ai singoli rami: ogni percorso in parallelo aggiunge una via alla circolazione della corrente.
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Accordo tra Iteo e Imis: Le correnti misurate seguono la tendenza prevista dalla prima legge di Ohm. Le deviazioni sono attribuibili alla tolleranza dei resistori (tipicamente ±5 %), alle resistenze parassite dei cavi e dei contatti sulla breadboard, e al riscaldamento nelle configurazioni a bassa Req.
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Caso R₁ singola (218 Ω): La corrente misurata (21,1 mA) risulta superiore alla teorica (15,1 mA). Lo scarto è significativo e suggerisce un possibile riscaldamento del resistore durante la misura o una resistenza effettiva del componente inferiore al valore misurato a freddo con il multimetro.
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Effetto Joule nelle configurazioni a bassa resistenza: Nei casi R₁∥R₂ (108 Ω) e R₁ singola (218 Ω) la corrente è nell'ordine delle decine di milliampere, con una potenza dissipata che può raggiungere frazioni di watt. Il riscaldamento è osservabile al tatto e introduce deriva nella misura se il circuito rimane alimentato a lungo.
08Conclusioni
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Risposta all'obiettivo

L'esperienza ha verificato sperimentalmente la prima legge di Ohm in un contesto a tensione fissa: al variare della configurazione resistiva, la corrente segue in modo coerente la relazione I = V / Req, confermando la proporzionalità inversa tra corrente e resistenza a tensione costante.

Le regole di composizione delle resistenze sono rispettate: la resistenza equivalente in serie è sempre superiore al valore più grande, quella in parallelo sempre inferiore al più piccolo. La corrente si comporta di conseguenza, diminuendo in serie e aumentando in parallelo rispetto ai singoli componenti.

Le deviazioni tra valori teorici e misurati sono interpretabili con le fonti di incertezza tipiche del laboratorio: tolleranza dei componenti, resistenze di contatto sulla breadboard e riscaldamento per effetto Joule. L'esperienza offre una base concreta per l'analisi dei circuiti resistivi e l'estensione verso partitori di tensione, corrente e dimensionamento degli alimentatori.