Nota introduttiva · Concept Heavenly War
La leggendaria città dei sogni
Le parole del cantastorie
Questo lavoro che prende il titolo di Heavenly War è il mio primo concept album. Era da tempo che avevo intenzione di scriverne uno e ho cercato un argomento che potesse ispirarmi abbastanza, ma non come l'alienazione nel caso di The Wall dei Pink Floyd o un altro sentimento, o un modo di vedere la realtà, ma bensì una storia che avesse un inizio e una fine. L'idea di una storia mi è venuta in mente pensando ad una critica che Benny aveva fatto ad un testo che avevo scritto precedentemente (Under The Sign of Dragon), dicendo che era totalmente irregolare e che gli era impossibile, per il momento, scriverci una melodia. Così ripensando che infondo ero riuscito a scrivere argomenti di vario genere, come ad esempio i miei sentimenti o il modo di vedere la vita, ma che l'unico tipo di testo che non ero riuscito a fare quasi decentemente era quello nel quale raccontavo una storia, ho deciso di buttarmi su questo tipo di lyrics. Un'altra cosa che mi ha spinto a lavorare ad un concept sono state le parole di Martina (Elian) che mi ha detto cercare di lavorare ad un testo e di scriverlo impegnandomi al massimo e di non pensare di scrivere diversi contemporaneamente, e così ho pensato di creare una storia e di lavorare molto sulla sua stesura.
E ho provato ad esempio con Final Shot, ma sentivo che mancava qualcosa. C'era un'altra cosa che non sono mai riuscire a fare: scrivere un concept album. Così pensando alla critica di Benny, al consiglio di Martina ho deciso di mettermi alla prova tentando di scrivere questo concept album anche se all'inizio l'idea era un po' diversa.
Inizialmente avevo intenzione di scrivere qualcosa ispirato ad un'opera già scritta un po' come Nightfall In The Middle Earth dei Blind Guardian, e avevo preso in considerazione il manga di Hagiwara (Bastard) e avevo anche buttato giù la tracklist, ma poi mi sono reso conto che non era ciò che volevo scrivere, anche se l'argomento m'ispirava parecchio. Così ho accantonato l'idea di fare un album di tributo, ma cercare un qualcosa di nuovo una storia che potesse essere diversa dalla solita saga fantasy alla Rhapsody e fu sempre Bastard a darmi l'idea di Heavenly War. All'inizio il titolo era un altro, infatti volevo chiamare il tutto “City of Angels”, ma quando Benny mi ha detto che esisteva già un film con questo titolo ho pensato di cambiarlo prendendo una parte del titolo di una canzone.
Per quanto riguarda il contenuto ho preso l'ispirazione da varie parti come la Bibbia o la Divina Commedia, da Berserk e da Braveheart, in alcuni casi ho sfruttato la tristezza che c'era e che c'è tutt'ora in me per scrivere alcuni testi, in altri casi mi sono ispirato ai miei ideali soprattutto nel descrivere la società sotto i vari aspetti, e per le battaglie devo tutto ai Rhapsody che hanno creato immagini nella mia mente di epiche battaglie. Prendendo ispirazione da tutte queste fonti ho cercato di ricreare la storia di una città degli angeli, partendo da ciò che c'era prima della fondazione fino alla sua triste distruzione, descrivendo com'era e narrando la storia della sua origine e del suo declino, comprendendo i sentimenti dell'ultimo sopravissuto alla furia divina. Spero che il risultato rispecchi le mie intenzioni e di aver reso l'idea di questa città che in cui tutti vorremmo vivere, o almeno credo.
Preludio
Quando il tempo non esisteva ancora avvenne il primo omicidio. L'arcangelo Lucifero iniziò la sua ribellione assassinando il guardiano dei cancelli del Paradiso: Aleson. Quando questa tragedia accadde, gli occhi del creatore erano puntati sul più potente dei suoi figli e sentì salire una profonda tristezza per la delusione.
Intanto nella mente di Aleson un vortice colorato d'immagini si susseguivano, formmando un mare di conoscenza passata e futura che partiva dalla genesi di ogni cosa fino all'apocalisse, e con un filo di voce utilizzò il suo ultimo respiro per profetizzare la separazione degli angeli da Dio e dell'avvento di una distruzione generata dall'ira. La sorte di Lucifero venne decisa in quell'istante e insieme agli angeli che organizzarono la ribellione fu gettato nelle profondità dove la luce non li poteva raggiungere.
La storia
Tutto inizia ai tempi dell'antico testamento, quando gli uomini credevano negli dèi.
In quell'epoca esistevano due città chiamate Sodoma e Gomorra entrambe popolate da persone che non davano peso alla legge divina e vivevano alla giornata, cullate dal peccato che avvolgeva ogni loro pensiero e azione. In questo luogo dove il male si ergeva sovrano grazie a Belial, dove la violenza e gli abusi d'ogni tipo erano all'ordine del giorno nei confronti dei bambini, i diritti umani non esistevano ancora, la donna era considerata al pari di qualunque schiavo e gli angeli della più bassa categoria si univano carnalmente con le mortali creando una progenie proibita. Nella notte si nascondevano divertimenti che superavano ogni limite concesso dalla logica. In quelle feste, gli abitanti bevevano vino fino a perdere la ragione, giocavano d'azzardo, pagavano per unirsi fisicamente con donne affascinanti, cercavano materia prima per le proprie notti di fuoco e bambini da usare come oggetti per i loro giochi violenti o perversi, secondo l'umore di chi abusava di loro e anche chi doveva mantenere l'ordine e far rispettare la legge prendeva parte a questi divertimenti notturni.
Davanti a quest'orrendo spettacolo Dio inviò Liwingun, l'angelo del giudizio, nella ricerca di qualche anima che si potesse salvare, ma ovunque si posavano i suoi occhi vedeva solo uomini corrotti dal peccato; ma tra questa massa di persone corrotte dal male si salvava solo un uomo imparentato con Abramo.
Dio sentendo il resoconto, mandò Savelun, l'angelo della salvezza, nelle città cadute negli inganni del sommo Belial e ordinò alla famiglia di quest'uomo di scappare la sera stessa con solo la propria famiglia e nessun altro, prendendo solo alcune cose, e chiunque si fosse voltato a vedere ciò che sarebbe scaturito dall'operato degli angeli si sarebbe tramutato in una statua. Quella sera scese dal cielo Esail l'angelo della morte e vide la disperazione degli uomini coscienti che la morte era vicina. Aveva le sembianze di un affascinante uomo dalle ali nere e gli occhi profondi come l'oceano. Quegli ipocriti si ricordavano dell'esistenza di un dio solo in quel momento per chiedergli pietà, ma la condanna una volta espressa non potrà mai essere revocata da una figura così importante, e poi lui aveva capito che il loro sincero pentimento era solo momentaneo e legato alla circostanza. Quindi per gli uomini e le donne di quella città vi fu una sola sentenza, la dannazione eterna. Dopo la distruzione totale vennero cancellate le prove con un diluvio di quaranta giorni per alzare il livello del Mar Morto ed allagare le due città. Anche in quest'occasione solo una famiglia si salvò. I secoli passavano e le decadi sembravano diventare i minuti di una giornata eterna.
L'umanità credeva di più nel potere della scienza e della tecnologia, e la fede stava ormai scomparendo lentamente agli inizi di quel “nuovo millennio”, e tendeva a prendere la stessa strada dei semi-immortali che popolarono Atlantide in un'epoca lontana.
In Paradiso le cose non andavano molto meglio. Gli angeli iniziavano a sentire una pressione, e la tensione aumentava. La punizione si nascondeva dietro l'angolo e le tentazioni aumentavano e divenivano sempre più efficaci, questo perché gli occhi di Dio erano altrove e non più sugli abitanti delle nuvole. Pensieri di complotti per una fuga da quel posto che non li soddisfava, perché non rispecchiava più quello che loro cercavano, non era più il luogo dove potevano ricreare la felicità che desideravano in ogni momento, perché quello che bramavano più di ogni altra cosa era la libertà assoluta, limitata solo dalla propria coscienza, e dalla possibilità di poter amare qualcuno. Il primo a muoversi fu Lainar, il potente signore del settimo cielo figlio del sommo Lucifero. Lainar convocò tutti i sette protettori dei cieli e mostrò loro i suoi disegni e suoi sogni futuri e non trovò ostacoli nel farsi alleati tutti loro, in particolare Azel, il signore del sesto cielo, fu fondamentale per la fondazione di una città autonoma da Dio e lontano dal suo giudizio. Fu Azel a decidere di far sorgere la città negli abissi del Mar Morto, dove un tempo si erigevano le antiche città di Sodoma e Gomorra, e fu sempre lui a progettare l'aspetto urbano. Ad Erion, signore del quinto cielo, fu affidato il compito di trovare il modo di isolare la città dal resto del mondo come se fosse di un'altra dimensione e di trovare una difesa, così ideò una barriera dimensionale che ricreava la stessa resistenza di un corpo divino e isolava ogni cosa al suo interno dall'esterno, ma dato che era trasparente non si notava la sua presenza.
Il risultato fu una città che neanche nei sogni sarebbe potuta esistere, per la bellezza e la perfezione di cui si macchiava: neanche la divinità poteva concepire da sola un'immagine così armoniosa come quella realizzata da tre dei sette regnanti. Anche la società rispecchiava la perfezione estetica. Non esistevano governi o leggi scritte, e l'unica costrizione era la legge dettata dalla coscienza di ogni individuo. Un'anarchia totale e pacifica basata sugli ideali, divenuti reali in quella piccola parte dell'immensità del creato. Il rispetto verso qualunque creatura e l'uguaglianza nei confronti di tutte le forme di vita, la pace come virtù assoluta e non come il lasso di tempo tra due guerre, la simbiosi perfetta tra natura e tecnologia: la realizzazione del paradiso sognato nella sesta decade del XX secolo.
Ma ogni cosa che rende felice qualcuno ferisce qualcun altro. E nell'immortale dio, per questo gesto di ribellione, si aprì un'altra ferita che diverrà una cicatrice profonda. La delusione pervadeva il suo cuore e la rabbia contaminava la sua mente e le sue decisioni, compiendo fatti che porteranno a tristi conclusioni racchiuse nella trasparenza di una sua lacrima. Era triste perché aveva fallito. Come padre, come divinità, come anima e come amico; in ogni campo era stato battuto dai suoi figli e per la prima volta si sentiva inferiore a ciò che aveva creato, perché loro erano anime pure partorite da un'immagine concepita dalla sua mente e che rispecchiava una parte del suo essere, mentre in lui vi erano il bene e il male in continua guerra che non vedeva mai vincitori o vinti. Quella volta però il male fu più forte del bene, riuscendo ad offuscare la ragione al prevalere dell'ira, e la reazione dettata dall'invidia all'azione degli angeli, fu una guerra che aveva come unico scopo la distruzione della città. In una scintilla di lucidità pensò di non punire tutti, ma solo coloro che non si sarebbero pentiti del loro peccato, così mandò i tre angeli (Esail, Liwingun, Savelun), ma il risultato fu molto diverso dal precedente con gli uomini.
La barriera di Erion fu illusa dai tre perché essa li riconobbe come angeli e così entrarono facilmente. Liwingun riuscì a compiere la sua indagine e iniziò a sentirsi in colpa per aver tradito la sua razza per una mancanza di coraggio, e strani ripensamenti e tentazioni iniziarono a persuaderlo a rimanere in quel paradiso e la stessa cosa accedeva ad Esail e Savelun, ma succedette qualcosa per cui non poterono scegliere la loro strada da seguire.
Furono scoperti, riconosciuti e catturati. La notizia fece il giro e in breve tempo ogni cittadino si riunì in piazza per esprimere il suo parere. E il popolo si unì in un solo grido di rabbia omicida che voleva la morte dei tre servitori divini, e così nella piazza cittadina Liwingun venne impiccato, Savelun decapitato ed Esail arso vivo.
Per Dio fu una dichiarazione di guerra, ma aveva bisogno di un aiuto perché le essenze erano anime pacifiche che non avevano mai lottato, mentre agli angeli fin dalla notte dei tempi erano coloro che compievano le varie missioni e limitavano il male sulla terra combattendolo con ogni mezzo. Così decise di unirsi al sommo signore delle anime dannate, Lucifero, generale dell'esercito infernale e il capo degli arcangeli neri, e mandò un messaggero sulla terra per avvertire Liriad, la generale delle armate angeliche e regina di quel regno ideale, delle condizioni poste da lui e li comunicò di una battaglia che si sarebbe svolta in una dimensione astrale, su un eterico campo di battaglia. Liriad più veloce del vento raggiunse la città e informò tutti i suoi concittadini delle condizioni e dell'eventuale battaglia se esse non fossero state rispettate, ma la risposta fu solo una: GUERRA TOTALE.
Arrivò senza molte sorprese il giorno della battaglia che avrebbe potuto decidere il futuro di molte anime. La luna era alta nel cielo mentre il sole moriva lentamente sulla linea dell'orizzonte, e il campo di battaglia era coperto da una foschia alta una decina di centimetri, che si muoveva velocemente in modo irregolare per la brezza che c'era in quel territorio. Liriad comandava l'armata degli angeli, Lucifero quella infernale, e Dio le mille essenze.
Gli eserciti iniziarono la carica e i morti iniziarono a ricoprire il terreno, mentre l'armata infernale mieteva le vite angeliche, ma qualcosa di strano si muoveva nel suo generale. Vedeva nei suoi nemici una somiglianza impressionante con quello che era lui ai tempi della prima ribellione e con questo pensiero e senso di colpa nel condannare il suo passato, decise di attaccare colui che lo punì allora, alleandosi con i suoi simili.
Era il momento dell'attacco finale ora che gli angeli erano in difficoltà, e Dio assaporava già la sua vittoria, ma in quel momento la solenne voce di Satana ordinò alla sua armata di annientare le mille essenze dell'esercito divino. Per salvare quelle anime la divinità fu costretta a ritirarsi, e la battaglia finì, ma niente era stato risolto, e un nuovo conflitto si configurava all'alba di un domani troppo vicino.
Chiuso nella sua tristezza il creatore iniziò ad essere preso dalla morsa dei rimorsi. Ogni errore sembrava annientarlo, una continua tortura come il peso di un masso da portare per l'eternità sulle proprie spalle. Con questi sentimenti doveva comunque riorganizzare l'esercito perché ormai si era spinto troppo avanti. Aveva superato il punto di non ritorno e con le attuali forze non sarebbe mai riuscito a contrastare la città degli angeli, ma aumentare le forze a sua disposizione non era sufficiente bisognava utilizzare una strategia vincente e riuscire a trovare il modo di infrangere la barriera di Erion. Vide, in quei pochi giorni, nella magia bianca che concedeva ai suoi chierici e nella meditazione la soluzione ai suoi problemi. La preghiera delle essenze conferiva loro una nuova forza magica mai avuta in passato, mentre il generale raccoglieva nella sua mente le risorse fisiche e mentali che occorrevano per sfruttare al meglio le sue capacità.
Anche gli angeli, aspettandosi un attacco diretto alla città, riorganizzarono l'esercito e stipularono le condizioni dell'alleanza con l'inferno. Intanto Lucifero, avendo già combattuto contro Dio e conoscendo la sua potenza, forgiò una spada capace di privare chiunque dell'immortalità assorbendo l'energia prodotta dall'anima e bruciando ogni forza vitale della vittima.
Arrivò il momento dell'attacco divino a distanza di pochi giorni dalla battaglia nella dimensione eterica. Si scatenò subito una tempesta di acciaio che si univa e confondeva con la magia degli angeli e delle essenze e in poco tempo le tutte le creature del paradiso vennero uccise dall'armata infernale. Così partì la carica contro il signore dell'Universo e Lucifero ingaggiò uno scontro armato, ma la sua spada incontrò una barriera di protezione che lo stesso Dio aveva alzato magicamente, ma tale difesa durò solo pochi secondi, giusto il tempo di poter finire l'incantesimo che avrebbe cambiato le sorti della battaglia.
Il dio di tutto ciò che esiste distrusse il controllo mentale che Lucifero esercitava sulla spada, quel legame che li rendeva una cosa sola, e ne prese il pieno controllo. Comandò, poi, alla spada di trapassare la gola del suo creatore , lasciando il suo corpo senza vita. Compiuto il fatto la spada finì tra le mani di Dio e chi cadde successivamente al signore delle tenebre furono Liriad e gli arcangeli neri. Senza i generali, gli eserciti in preda al terrore scappavano in maniera disordinata cercando rifugio oltre la barriera di Erion, ma se un oggetto può uccidere un dio cosa può fare una barriera contro di esso se non perire? Così la barriera venne infranta e il Signore iniziò a dar vita quello che era scritto nell'ultimo libro del tomo sacro: Apocalisse. E nessuna forma di vita si salvò e ogni cosa venne distrutta, tranne la vita un angelo che sopravvisse per una distrazione di suo padre, diventando il bardo dei ricordi del distruttore che allieta le nostre orecchie con incorporee immagini di una momentanea fantasia divina, facendo trasportare dal vento l'eco anglico della sua tragica narrazione.