Forma verso libero · #scintilla

Nel Vortice di Prospettiva Totale Interiore

Guardando in me stesso,,
Una radicata follia
Sorride in faccia all'abisso:
Perdo la ragione
Naufragando nel freddo
Di luci distanti anni,
E contemplo l'omogenea e isotropa
Ricerca di entropia crescente,
Di un'energia oscura
Che espande la mia percezione,
Che rischia di disintegrare la materia
E ciò che può rischiarare.
Guardo il mondo nascosto in me
Accecato da un Io emergente
Fatto i Alti e Bassi,
Di Stranezza e Sapori
Che cambiano carica,
In una simmetria
Che non conosce eccezione,
Ma parti elementari di me
Che muoiono in pochi istanti
Lasciando una scia,
Tracciati, traiettorie:
Una foto di scintille.
Il mio lato sepolto
Si manifesta su grandi distanze;
È collante di me,
È ciò che danza e pulsa,
È ciò he struttura il mio
Es-sere, il mio Esser-ci,
Il mio esistere.
Tutto vortica,
Tutto gira,
Tutto si attrae e pulsa,
E brillamenti
Lanciano segnali
A stelle lontane,
E raggi si avvicinano
Sotto l'osservazione
Di lenti gravitazionali
Col quale indagare
Quel mare vibrante
Che rende unico,
Che mi rende diverso:
Un universo tra tanti,
Un universo che ne contiene molti altri,
Che si esprime in un'affollata follia,
Che si esprime in sensazioni
Divenute personalità antitetiche,
Entità che si sentono distinte
E che, nel quadro causuale,
Sono casualmente legate
In un dipinto quadridimensionale:
La mia via che non focalizzo
Tra regioni, ricordi e destini
Che non si vedono né comunicano.
Guardo nell'immesità di me stesso
E la dimensione mi schiaccia,
E il mio si frammenta,
Trascinato dal vortice
Di prospettiva totale.
- 2 maggio 2016, ore 19:29
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Forma verso libero · #scintilla

Biografia di una scintilla

Percepisco nel pensiero
Il suono delle parole
La vertigine del bello
(nella forma)
[Precipito]
E dell'orrore (del senso)
[Tremo]
E per nausea o per Stendhal
Accetto il rigetto
Di quanto prima era non-detto
E nel muto potenziale
(Ma indistinto) del silenzio,
Mi aggrappo ad una fugace luce
Nel buio senza immagini:
E una poesia, così,
Diventa scintilla.
- 19 giugno 2022, ore 22:32
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Forma verso libero · #scintilla

Quotidianità

La claustrofobia
Che mi porta
A sentire prigione
Queste mura:
La tortura;
E solo un abbraccio
Spontaneo e inaspettato,
Non ricercato
Rimane e diventa
Casa e ristoro.
Intrappolato
In questa situazione
Ho bisogno
Di una vacanza
Da me stesso
E da questa vita,
Senza che questa
Sia una condanna a morte
Solo perché aspiro
A un po' di quiete
Mentale, e a sentirmi
[ e le parole finiscono…
Lasciando tutto
senza chiusa o senso]
- 28 marzo 2024, ore 07:08
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Forma verso libero · #scintilla

Se la musica fosse istantanea (Luci-scrittura, Light vers. 2)

Un quanto
Di eterno
Istantaneo
Che scrive
Ciò che la vista
Pronuncia
E suona
A frequenze
Che colorano
Ritmi
Cromatici
Universali,
Un quadro
In un click
Che segna il tempo
Che ferma il flusso
Che è anche poesia
Senza parole
Visioni di pensiero
Poietico,
Un respiro
Di diaframma
Trattenuto
Che disegna riflessi
Di ombre complementari
(Intime)
Di origini solari
Nel buio di una camera
Che porta (alla) luce
La sensibilità
Di una realtà sfuggente
Racchiusa nella nostalgia
Di un film diverso,
Di una lente
Con un obiettivo:
Fermare ciò che non si può superare
In un cuore artificiale di silicio.
- 8 luglio 2024, ore 8:03
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Forma verso libero · #scintilla

Domanda Osservabile (Quark)

I quark sono concetti astratti, nati in modo matematico che però si sono dimostrati reali. [da completare con gli appunti sintetici]

E se esistessi davvero
Solo quando osservato?
Se la mia unica ontologia
Sia una mero fenomeno,
Senza metafisica alcuna,
Senza conoscenza chiara,
Senza fondamenta certe,
Solo una variabile immaginaria
Priva di proprietà oggettive?
Slegato,
Libero da veri rapporti duraturi…
Ma in fisica
La massa è data dai legami
E allora, se l'inerzia
È continuare incessantemente
A resistere al cambiamento,
Cosa mi blocca
In questo stato
Che non muta,
In questa vita
Che sembra cristallizzata,
In questa lotta continua
Che è mero resistere
All'entropia della sconfitta?
Forse questo:
L'equilibrio precario e perfetto
Tra il non voler cedere
Ed essere per gli altri
Indistintamente;
E allora ecco:
Non sono io che ho massa
È che slegato da me stesso,
Anche se non ci sono e mi manco,
L'interazione senza confinamento
E quindi sono una domanda1
Carica di colore,
Incapace di essere visto
Per ciò che sono…
È questo che genera distanza;
È questo che non mi rende libero;
È questo che mi dà la sola consistenza:
Incollato a pochi altri
In una quarantena invisibile
Condannato a sentire di più
Quando la lontananza aumenta.
Ecco quindi,
Quark non legato
Ma confinato
Nella solitudine condivisa
Costretto a conservare
Una carica globale,
E quindi cambio colore
Per preservare quello della folla
Di questo adrone
Che è compagnia di isole,
Di mondi separati…
Tutto strano,
Con alti e bassi,
Sotto-sopra,
Circondato di fascino,
Cerco bellezza
Ma trovo il fondo
Che scambio con la cima,
E una forza
Debole d'ossimoro
Che viola ogni simmetria…
Spontaneamente:
Nessun rapporto reciproco
(la partià violata),
Momenti positivi che passano
Diversamente dalla negatività
(la carica è violata),
In tempistiche che distruggono
E rendono diverse le velocità
(il tempo è violato)
Incidono in me in modo uguale
Solo quando tutte e tre
Mutano insieme.
Non sono unità:
Sono frazione,
Carica di necessità
Di unirsi per esistere,
Per essere identità (condivisa?);
Solo metafora,
Solo pensiero puro
Matematico,
Scoperto realtà
A metà degli anni '80:
Solo questo mi può descrivere?
Eppure è solo un modo di dire
E cercare di capire
Perché questa inerzia
Che non mi fa accelerare
Nonostante gli sforzi,
Appaia così grande
Nonostante l'assenza percepita
Di alcunché di interiore
Che mi lega individualmente
A qualsiasi cosa possa chiamare
Esistere o Essere.
- 15 agosto 2024, ore 8:28
  1. System of a Down - Question!
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Forma verso libero · Anno 2024

Il fuoco

Il fuoco ha sempre fatto parte della mia storia, ma mai come ora realizzo quanto, e così che questo lungo periodo della mia vita termina: con un rogo in cui bruciare la catene del passato, cioè le bozze dei testi che costituiscono questo come gli altri volumi. Anche per questo tutti e tre hanno rimando a questo nella loro conclusione. Ma anche un inizio, perché il cerchio di fuoco del coma è il primo ricordo inconscio che ho, e da esso forse tutto è iniziato. E così come per la fenice, alla fine questo diventa: simbolo di morte, rinascita ed essenza.

Il fuoco è
una scintilla
che ha preso corpo
e ora ha bisogno di danzare
emergendo dalla combustione:
È contenuto,
comunicazione
che viene dall'eretica
distruzione,
calore e cambiamento
tra cenere e liberazione
di un nuovo respiro
che ha fame di essere,
di illuminare
dare colore
alla materia madre
dalla cui scaturisce;
figlio
che
plasma
l'unione
che fugge
eppur naturale
(complementare)
tra la scintilla padre
e la sostanza che arde
(materna)
da cui partorisce la vita,
da cui viene la luce
la fiamma stessa
pura essenza
Il fuoco mi ha battezzato mostrandosi come un cerchio
forse un portale ignoto, forse come un occhio interiore;
il Fuoco ha bruciato
nelle vene per potassio
tra i miei nervi
sovraccarichi di alti valori.
Il fuoco di una vita
che vuole ardere
su una lama che l'accarezza
o labbra che ti sfiorano
o un abbraccio che riaccende
le ceneri fredde della solitudine
e riscaldano un cuore che si sente
bastardo e vagabondo
per un altro mondo.
Nel fuoco
voglio rinascere,
nel fuoco
voglio bruciare
le catene del passato
con coloro
che voglio salvare
dall'incendio
e traghettarli
nel mio futuro;
bruciare ogni cosa
che non mi permette
di andare oltre.
Non una vana distruzione
o una banale transizione,
Un funerale vichingo
e dalle mie ceneri
una fiamma:
Una rinascita,
Un battesimo.
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Forma verso libero · Anno 2024

Sighing for Live

260 - Questo testo è figlio della notte, della malinconia che diventa nostalgia, e poi si trasforma, in speranza di rivalsa, di poter rompere la disperante agonia della routine, della solitudine, del sopravvivere semplicemente. Questi testo è figlio di tanti sogni unito in un unico impulso, l'opposto di un sogno lucido, un semplice sogno ad occhi aperti e la consapevolezza che da solo non ce la si può fare a vincere contro sé stessi, la propria natura. Questo testo è un atto d'amore verso quella natura stessa, quella esterna a me, che tutto comprende, che è madre, insegnate severa, e dea creatrice e manipolatrice; è un'ode e una preghiera per quella dea, una richiesta fatta inframezzata di sospiri non scritti tra un strofa e l'altra, in sottofondo ai versi che sono sussurri sommessi, ma forti, fermi, intensi, consci della consapevolezza di sé stessi e della dolce e primordiale necessità di avere l'aiuto di quella dea per vincere e plasmare il corso degli eventi futuri e modificare quella natura impossibile da sconfiggere. Il tutto, semplicemente Sospirando per Vivere.

Parlami, Vento,
Raccontami delle esperienze che non sto vivendo,
E sussurrami della vita che non sto esprimendo;
Cantami, oh Tempo,
Delle sensazioni contenute in un momento.
E domando a te, sole di questo cielo,
Quale incondizionato amore darà alla mia vita colore,
E quale ignoto calore scioglierà questo mio gelido cuore?
Stelle della notte,
Placate ogni mio tremore, questa mia ansia, questo mio terrore
Di trascorre una vita a metà, senza sincera condivisione
Che dà senso e sostanza al trascorrere dei lustri e delle ore.
Baciami Gaia, con la tua essenza
Dando senso a questa esistenza
Altrimenti vuota e senza speranza;
E chiedo a te, mia Terra
Un aiuto per concludere questa guerra,
Per trovare una sintesi tra tutti i me stessi che non conosco
Per diventare ciò che sono e sogno, il mio primo scopo.
Sospirami, Tuono,
Mentre sono incantato dal tuo suono,
Quali sono tutte le storie possibili che posso vivere
E quale strada per me è meglio scegliere
Tra i bivi imposti dalla continuo divenire
E baciami, oh pioggia,
Con tuoi ricordi nascosti in ogni goccia,
E raccontami di coloro che non sto incontrando,
Delle vite e dei visi che non sto incrociando,
Degli sguardi che non posso scrutare, ma che saprei amare;
E chiedo ora, a voi nuvole del blu sereno, di abbozzarmi un quadro,
Uno schizzo bianco di cielo nell'orgasmo dell'immaginazione,
Un gemito di adrenalina che soddisfi l'ansia di esser-ci,
Per fuggire da questa impalpabile ma reale prigione e di…
Divenire Io il creatore della mia futura situazione,
Perché, in fondo, sono solo un vagabondo dell'umana coscienza,
Un viandante senza alcuna destinazione in balia degli eventi,
Trascinato senza controllo dai propri irrazionali sentimenti:
Un semplice lussurioso disperso tra un concetto ed un pensiero
In cerca di assaporare e vivere l'unica cosa che ha senso:
Vivevere amando ogni istante, ogni sentimento,
Condividendolo con singola persona che possa comprenderlo,
Per dare così significato e sostanza ad ogni momento.
Abbracciami, oh Notte,
Avvolgimi di una nostalgia bruciante di follia
Con la tua delicata intensità interiore,
E con la profondità della tua sognante atmosfera
Riscalda questa mia anima, triste,
Attraverso la malinconia riflessiva di una sera ormai assopita.
Madre mia, mia Terra
Aiuta questo nomade senza meta, dall'incerta via,
A trovare la sua strada, qualunque essa sia.
Madre Terra, mia Natura,
Realizza i desideri di questo tuo figlio bastardo,
Così, che possa infine diventare un tuo araldo
Ed essere degno di vivere la vita che tu stessa mi hai donato,
E apprezzare così ogni tuo dono,
Ogni tuo colore e insegnamento,
Perfino la tua nota e neutrale indifferenza:
L'unica ovvia risposta a questa mia disperata preghiera.
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Forma verso libero · Anno 2024

Testo Abbozzato

272 - Il bisogno di esprimere l'ansia data da una casa nel caos perché faticavo a gestirla mi ha fatto iniziare questo testo, e mentre si è unito al pensiero per la fatica data dal lavoro, al pensiero degli studenti e anche da un voler provare a trovare nuovo significato alle sigle che ricorrono nel lavoro come quelle legati ai DSA, che cogliessero il significato ma comunque lo rivisitassero in modo diverso, quasi a farne una bandiera e qualcosa che esprime un sentire più che una divergenza.

A volte
mi sento soffocare
da questi muri di carta
una claustrofobia
di pensieri
deboli
vittima severa
di una quotidianità
che non riesco ad afferrare,
una vita che vorrei sentire mia
per gridare, ululando,
e non lasciarla scivolare via
nello scorrere dei giorni,
nell'entropia che mi circonda,
nella stanchezza che mi assale
nella solitudine dopo l'adrenalina
di lezioni d'incontri
dove imparo da coloro a cui insegno
in scambi di risate
di parole e di intervalli
sperando che incidano:
lascino un segno
o anche solo un segnale,
un simbolo confuso
forse distratto,
ma in qualche modo significativo
(un sussurro nella memoria
che qualcuno,
anche nel suo fare caotico,
ha provato a fare qualcosa
anche se confuso):
tutto ciò di cui avrei avuto bisogno
e che ora sto cercando di conquistare
dopo la spirale e il fuoco.
A volte…
quelle pile di appunti
devo divenire coriandoli
per lasciare spazio all'ispirazione,
per trovare nuove idee
che diventino parole e azioni.
A volte…
devo fare spazio alla distruzione
per trovare nuove direzioni
e perdermi nel wandering1
a seguire il flusso
(per poter fare germogliare
i semi dell'inconscio).
Anni, persi2
a ricadere e rialzarsi
trascorsi a resistere
invece di esistere
crescere e migliorare;
anni a perdere
vuoti… interiori3
e all'esterno la corsa,
la lotta , e il sentire
di un reduce
che si è ridotto
al mero sopravvivere
e ora cerca di esprimersi
riscoprendo il concetto
di una casa che sia rifugio.
Ancora Provo a Conquistare4
Nuove Abitudini che Introducano5
un Disperato Senso di Aspirazione 6
Alimentato Da un Humor Disarmante7
e un Bisogno di un'Evasione Spontanea8
per Declamare con Voce Autentica9
una Propria Esclusiva Identità10
Indescrivibile, Capace di sFuggire11
a Descrizioni Ferree,12
per Proiettare in Dinamici Progetti13
Pensando a un Diverso Futuro14
non scritto, né immutabile.
  1. riferimento a Giuliano Logos
  2. Dream Theater - Hollow Years
  3. Dj Enzo - Vuoti a perdere
  4. APC = Alto Potenziale Cognitivo
  5. NAI = Nuovo Arrivato in Italia
  6. DSA = Disturbo Specifico dell'Apprendimento
  7. ADHD = Attention Deficit Hyperactivity Disorder
  8. BES = Bisogni Educativi Speciali
  9. DVA = DiVersamente Abile
  10. PEI = Piano Educativo Individualizzato
  11. ICF = Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute
  12. DF = Diagnosi Funzionale
  13. PDP = Piano Didattico Personalizzato
  14. PDF = Profilo Di Funzionamento
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Forma verso libero · Anno 2026

Epitaffio (bozza)

Questa è la prima incompiuta bozza di un testo che vuole essere un testamento spirituale, un messaggio da trasmettere e lasciare a chi è rimasto verrà dopo di me; per questo l'ho chiamato Epitaffio. Anche per essere un ricordo di ciò che è stato. Il numero 999 scelto è completo, ma ha comunque già forma e sostanza, e mi sembra la degna conclusione del viaggio e quindi non lo volevo inserire insieme alle bonus track (cioè le bozze dei testi incompiuti). Infine è la fine del viaggio e l'inizio della fine: l'ultimo in forma compiuta, seppur incompleta, scritto nella casa della malinconia, sul balcone dei ricordi.

ricordati che sei
Spazio e Tempo,
e quindi Cambiamento,
e Storia:
Individuazione e che non vuole essere
ma aspira a Esser-ci.
ricordati che sei
Massa emersa dall'Energia:
Inerzia costituita dai Legami:
Pura Interazione
a livello profondo,
espressa in un dipinto quadrimensionale
ricordati che sei
Polvere di Stelle
residua delle scintille
di una buia esplosione
di una muta espansione,
di una comune origine.
ricordati che tu,
entià Non-lineare,
sei la manifestazione caotica
della tua identità Non-locale,
Indeterminata e Intrecciata
con la realtà che ti circonda.
ricordati che sei
un'insieme di Relazioni
a livello molecolare
che necessita di Relazioni
a livello macroscopico
per diventare una Persona reale.
ricordati che sei
un Dettaglio in un disegno pluridimensionale,
un Tassello di un quadro immenso nello spazio,
una Tessera in Bilico di un domino temporale
che si muove in base ad ogni atto decisionale.
ricorda Umanità
che tuo padre è il Cielo, e le Stelle tue parenti,
che la Natura pulsa e vive in te
danzando follemente in questa flebile e preziosa Vita;
che la Terra che ci nutre è una madre severa,
e che la tua esistenza è una manifestazione
di un Universo che si è fatto Coscienza
per conoscere sé stesso.
ricorda che non esiste la Vita senza Mutamento
e che l'esistenza è una continua Lotta contro l'Entropia,
che vivere nel dubbio è l'unica saggezza che ci è concessa…
ricordati chi sei
e diventerai ciò che sei sempre stato
a cui, naturalmente (e forse inconsciamente)
aspiri ad essere
e con una coscienza e percezione maggiore
sarai un po' più padrone delle tuo mondo interiore
e consapevole delle tue azioni.
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Forma verso libero · Anno 2025

Fenice

Molte sono le morti e le rinascite in una vita in continua cambiamento, che cede alla natura che fa della mutazione il suo incessante motore. E quando tutto cede, tutto cade, tutto pesa troppo.

Ogni notte
Dialogo con la morte
Per sventare un attacco
Prima del panico
(E respiro affannato
Col fiato corto,
E un fuoco mi pervade.)
La fiamma mi seduce,
Divampa e avvolge,
Plasma, logora
E infine distrugge;
Brace in cenere:
Residui di un corpo annerito
Che illuminato dal calore
Si è acceso di nuovi colori
Danzanti e vivi,
Amati di me.
Ora il grigio interiore,
Carbonato, ossidato,
Ruggine potenziale
Di una durezza mai espressa,
Costituisce la mia estetica
E non c'è pressione
Che mi possa valorizzare,
Trasformare in diamante:
Solo il respiro e il fuoco
Flebile e fulmineo
Di una scintilla che si accende.
E volo ora, su queste stelle artificiali
Che si stagliano su uno sfondo d'asfalto
E si contrappongono a un cielo spento,
E accendo, quelle flebili fiamme nucleari
Lontane anni luce, nella mia immaginazione
E vagabondo sognando…
Fuggendo dalla realtà circostante
Rifugiandomi nella mia mente
Per edificare dalle macerie
Un nuovo me, una nuova vita
Una nuova pagina che continua
La narrazione del mio essere
Con un nuovo capitolo,
Una nuova scintilla:
Un volo pindarico di una fenice
Che vagabonda oltre la materia
Per riemergere, rinascere
Ritrovare sé stessa
E ritornare a vedere le stelle.
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Forma verso libero · #scintilla

(senza titolo)

4 anni sono passati
e un nuovo blocco
e un nuovo rogo
dove non brucio testi
ma me stesso e ogni ponte
ogni blocco e ogni gogna.
E nelle fiamme
colori che rivelano
parti di me che ora
incendiano l'aria
saggiando la follia
che ho sempre nascosto
e ogni voce in fine
sfocia in una luce
una folla che acceca
e illumina il cielo,
e io come una falena
la inseguo come il sole
che bacia la terra,
la inseguo
come unica meta
per questo Ulisse:
L'orizzonte, e poi, la notte.
- 25 luglio 2026, ore 18:19
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