Undici testi in ordine di scrittura. Le #scintille sono testi scritti di getto, senza ripensamenti.
Forma verso libero · #scintilla
Nel Vortice di Prospettiva Totale Interiore
Guardando in me stesso,, Una radicata follia Sorride in faccia all'abisso: Perdo la ragione Naufragando nel freddo Di luci distanti anni, E contemplo l'omogenea e isotropa Ricerca di entropia crescente, Di un'energia oscura Che espande la mia percezione, Che rischia di disintegrare la materia E ciò che può rischiarare.Guardo il mondo nascosto in me Accecato da un Io emergente Fatto i Alti e Bassi, Di Stranezza e Sapori Che cambiano carica, In una simmetria Che non conosce eccezione, Ma parti elementari di me Che muoiono in pochi istanti Lasciando una scia, Tracciati, traiettorie: Una foto di scintille.Il mio lato sepolto Si manifesta su grandi distanze; È collante di me, È ciò che danza e pulsa, È ciò he struttura il mio Es-sere, il mio Esser-ci, Il mio esistere.Tutto vortica, Tutto gira, Tutto si attrae e pulsa, E brillamenti Lanciano segnali A stelle lontane, E raggi si avvicinano Sotto l'osservazione Di lenti gravitazionali Col quale indagare Quel mare vibrante Che rende unico, Che mi rende diverso: Un universo tra tanti, Un universo che ne contiene molti altri, Che si esprime in un'affollata follia, Che si esprime in sensazioni Divenute personalità antitetiche, Entità che si sentono distinte E che, nel quadro causuale, Sono casualmente legate In un dipinto quadridimensionale: La mia via che non focalizzo Tra regioni, ricordi e destini Che non si vedono né comunicano.Guardo nell'immesità di me stesso E la dimensione mi schiaccia, E il mio si frammenta, Trascinato dal vortice Di prospettiva totale.- 2 maggio 2016, ore 19:29
Percepisco nel pensiero Il suono delle parole La vertigine del bello (nella forma) [Precipito] E dell'orrore (del senso) [Tremo] E per nausea o per Stendhal Accetto il rigetto Di quanto prima era non-dettoE nel muto potenziale (Ma indistinto) del silenzio, Mi aggrappo ad una fugace luce Nel buio senza immagini: E una poesia, così, Diventa scintilla.- 19 giugno 2022, ore 22:32
La claustrofobia Che mi porta A sentire prigione Queste mura: La tortura; E solo un abbraccio Spontaneo e inaspettato, Non ricercato Rimane e diventa Casa e ristoro.Intrappolato In questa situazione Ho bisogno Di una vacanza Da me stesso E da questa vita, Senza che questa Sia una condanna a morte Solo perché aspiro A un po' di quiete Mentale, e a sentirmi[ e le parole finiscono… Lasciando tutto senza chiusa o senso]- 28 marzo 2024, ore 07:08
Se la musica fosse istantanea (Luci-scrittura, Light vers. 2)
Un quanto Di eterno Istantaneo Che scrive Ciò che la vista Pronuncia E suona A frequenze Che colorano Ritmi Cromatici Universali, Un quadro In un click Che segna il tempo Che ferma il flusso Che è anche poesia Senza parole Visioni di pensiero Poietico, Un respiro Di diaframma Trattenuto Che disegna riflessi Di ombre complementari (Intime) Di origini solari Nel buio di una camera Che porta (alla) luce La sensibilità Di una realtà sfuggente Racchiusa nella nostalgia Di un film diverso, Di una lente Con un obiettivo: Fermare ciò che non si può superare In un cuore artificiale di silicio.- 8 luglio 2024, ore 8:03
I quark sono concetti astratti, nati in modo matematico che però si sono dimostrati reali. [da completare con gli appunti sintetici]
E se esistessi davvero Solo quando osservato? Se la mia unica ontologia Sia una mero fenomeno, Senza metafisica alcuna, Senza conoscenza chiara, Senza fondamenta certe, Solo una variabile immaginaria Priva di proprietà oggettive?Slegato, Libero da veri rapporti duraturi…Ma in fisica La massa è data dai legami E allora, se l'inerzia È continuare incessantemente A resistere al cambiamento, Cosa mi blocca In questo stato Che non muta, In questa vita Che sembra cristallizzata, In questa lotta continua Che è mero resistere All'entropia della sconfitta?Forse questo: L'equilibrio precario e perfetto Tra il non voler cedere Ed essere per gli altri Indistintamente; E allora ecco: Non sono io che ho massa È che slegato da me stesso, Anche se non ci sono e mi manco, L'interazione senza confinamento E quindi sono una domanda1 Carica di colore, Incapace di essere visto Per ciò che sono…È questo che genera distanza; È questo che non mi rende libero; È questo che mi dà la sola consistenza: Incollato a pochi altri In una quarantena invisibile Condannato a sentire di più Quando la lontananza aumenta.Ecco quindi, Quark non legato Ma confinato Nella solitudine condivisa Costretto a conservare Una carica globale, E quindi cambio colore Per preservare quello della folla Di questo adrone Che è compagnia di isole, Di mondi separati…Tutto strano, Con alti e bassi, Sotto-sopra, Circondato di fascino, Cerco bellezza Ma trovo il fondo Che scambio con la cima, E una forza Debole d'ossimoro Che viola ogni simmetria… Spontaneamente:Nessun rapporto reciproco (la partià violata), Momenti positivi che passano Diversamente dalla negatività (la carica è violata), In tempistiche che distruggono E rendono diverse le velocità (il tempo è violato) Incidono in me in modo uguale Solo quando tutte e tre Mutano insieme.Non sono unità: Sono frazione, Carica di necessità Di unirsi per esistere, Per essere identità (condivisa?); Solo metafora, Solo pensiero puro Matematico, Scoperto realtà A metà degli anni '80: Solo questo mi può descrivere? Eppure è solo un modo di dire E cercare di capire Perché questa inerzia Che non mi fa accelerare Nonostante gli sforzi, Appaia così grande Nonostante l'assenza percepita Di alcunché di interiore Che mi lega individualmente A qualsiasi cosa possa chiamare Esistere o Essere.- 15 agosto 2024, ore 8:28
Il fuoco ha sempre fatto parte della mia storia, ma mai come ora realizzo quanto, e così che questo lungo periodo della mia vita termina: con un rogo in cui bruciare la catene del passato, cioè le bozze dei testi che costituiscono questo come gli altri volumi. Anche per questo tutti e tre hanno rimando a questo nella loro conclusione. Ma anche un inizio, perché il cerchio di fuoco del coma è il primo ricordo inconscio che ho, e da esso forse tutto è iniziato. E così come per la fenice, alla fine questo diventa: simbolo di morte, rinascita ed essenza.
Il fuoco è una scintilla che ha preso corpo e ora ha bisogno di danzare emergendo dalla combustione:È contenuto, comunicazione che viene dall'eretica distruzione, calore e cambiamento tra cenere e liberazione di un nuovo respiro che ha fame di essere, di illuminare dare colore alla materia madre dalla cui scaturisce; figlioche plasma l'unione che fugge eppur naturale (complementare) tra la scintilla padre e la sostanza che arde (materna) da cui partorisce la vita, da cui viene la luce la fiamma stessa pura essenzaIl fuoco mi ha battezzato mostrandosi come un cerchio forse un portale ignoto, forse come un occhio interiore; il Fuoco ha bruciato nelle vene per potassio tra i miei nervi sovraccarichi di alti valori.Il fuoco di una vita che vuole ardere su una lama che l'accarezza o labbra che ti sfiorano o un abbraccio che riaccende le ceneri fredde della solitudine e riscaldano un cuore che si sente bastardo e vagabondo per un altro mondo.Nel fuoco voglio rinascere, nel fuoco voglio bruciare le catene del passato con coloro che voglio salvare dall'incendio e traghettarli nel mio futuro; bruciare ogni cosa che non mi permette di andare oltre.Non una vana distruzione o una banale transizione, Un funerale vichingo e dalle mie ceneri una fiamma: Una rinascita, Un battesimo.
260 - Questo testo è figlio della notte, della malinconia che diventa nostalgia, e poi si trasforma, in speranza di rivalsa, di poter rompere la disperante agonia della routine, della solitudine, del sopravvivere semplicemente. Questi testo è figlio di tanti sogni unito in un unico impulso, l'opposto di un sogno lucido, un semplice sogno ad occhi aperti e la consapevolezza che da solo non ce la si può fare a vincere contro sé stessi, la propria natura. Questo testo è un atto d'amore verso quella natura stessa, quella esterna a me, che tutto comprende, che è madre, insegnate severa, e dea creatrice e manipolatrice; è un'ode e una preghiera per quella dea, una richiesta fatta inframezzata di sospiri non scritti tra un strofa e l'altra, in sottofondo ai versi che sono sussurri sommessi, ma forti, fermi, intensi, consci della consapevolezza di sé stessi e della dolce e primordiale necessità di avere l'aiuto di quella dea per vincere e plasmare il corso degli eventi futuri e modificare quella natura impossibile da sconfiggere. Il tutto, semplicemente Sospirando per Vivere.
Parlami, Vento, Raccontami delle esperienze che non sto vivendo, E sussurrami della vita che non sto esprimendo; Cantami, oh Tempo, Delle sensazioni contenute in un momento.E domando a te, sole di questo cielo, Quale incondizionato amore darà alla mia vita colore, E quale ignoto calore scioglierà questo mio gelido cuore? Stelle della notte, Placate ogni mio tremore, questa mia ansia, questo mio terrore Di trascorre una vita a metà, senza sincera condivisione Che dà senso e sostanza al trascorrere dei lustri e delle ore.Baciami Gaia, con la tua essenza Dando senso a questa esistenza Altrimenti vuota e senza speranza; E chiedo a te, mia Terra Un aiuto per concludere questa guerra, Per trovare una sintesi tra tutti i me stessi che non conosco Per diventare ciò che sono e sogno, il mio primo scopo.Sospirami, Tuono, Mentre sono incantato dal tuo suono, Quali sono tutte le storie possibili che posso vivere E quale strada per me è meglio scegliere Tra i bivi imposti dalla continuo divenire E baciami, oh pioggia, Con tuoi ricordi nascosti in ogni goccia, E raccontami di coloro che non sto incontrando, Delle vite e dei visi che non sto incrociando, Degli sguardi che non posso scrutare, ma che saprei amare;E chiedo ora, a voi nuvole del blu sereno, di abbozzarmi un quadro, Uno schizzo bianco di cielo nell'orgasmo dell'immaginazione, Un gemito di adrenalina che soddisfi l'ansia di esser-ci, Per fuggire da questa impalpabile ma reale prigione e di… Divenire Io il creatore della mia futura situazione, Perché, in fondo, sono solo un vagabondo dell'umana coscienza, Un viandante senza alcuna destinazione in balia degli eventi, Trascinato senza controllo dai propri irrazionali sentimenti: Un semplice lussurioso disperso tra un concetto ed un pensiero In cerca di assaporare e vivere l'unica cosa che ha senso: Vivevere amando ogni istante, ogni sentimento, Condividendolo con singola persona che possa comprenderlo, Per dare così significato e sostanza ad ogni momento.Abbracciami, oh Notte, Avvolgimi di una nostalgia bruciante di follia Con la tua delicata intensità interiore, E con la profondità della tua sognante atmosfera Riscalda questa mia anima, triste, Attraverso la malinconia riflessiva di una sera ormai assopita.Madre mia, mia Terra Aiuta questo nomade senza meta, dall'incerta via, A trovare la sua strada, qualunque essa sia. Madre Terra, mia Natura, Realizza i desideri di questo tuo figlio bastardo, Così, che possa infine diventare un tuo araldo Ed essere degno di vivere la vita che tu stessa mi hai donato, E apprezzare così ogni tuo dono, Ogni tuo colore e insegnamento, Perfino la tua nota e neutrale indifferenza: L'unica ovvia risposta a questa mia disperata preghiera.
272 - Il bisogno di esprimere l'ansia data da una casa nel caos perché faticavo a gestirla mi ha fatto iniziare questo testo, e mentre si è unito al pensiero per la fatica data dal lavoro, al pensiero degli studenti e anche da un voler provare a trovare nuovo significato alle sigle che ricorrono nel lavoro come quelle legati ai DSA, che cogliessero il significato ma comunque lo rivisitassero in modo diverso, quasi a farne una bandiera e qualcosa che esprime un sentire più che una divergenza.
A volte mi sento soffocare da questi muri di carta una claustrofobia di pensieri deboli vittima severa di una quotidianità che non riesco ad afferrare, una vita che vorrei sentire mia per gridare, ululando, e non lasciarla scivolare via nello scorrere dei giorni, nell'entropia che mi circonda, nella stanchezza che mi assale nella solitudine dopo l'adrenalina di lezioni d'incontri dove imparo da coloro a cui insegno in scambi di risate di parole e di intervalli sperando che incidano: lascino un segno o anche solo un segnale, un simbolo confuso forse distratto, ma in qualche modo significativo (un sussurro nella memoria che qualcuno, anche nel suo fare caotico, ha provato a fare qualcosa anche se confuso): tutto ciò di cui avrei avuto bisogno e che ora sto cercando di conquistare dopo la spirale e il fuoco.A volte… quelle pile di appunti devo divenire coriandoli per lasciare spazio all'ispirazione, per trovare nuove idee che diventino parole e azioni.A volte… devo fare spazio alla distruzione per trovare nuove direzioni e perdermi nel wandering1 a seguire il flusso (per poter fare germogliare i semi dell'inconscio).Anni, persi2 a ricadere e rialzarsi trascorsi a resistere invece di esistere crescere e migliorare; anni a perdere vuoti… interiori3 e all'esterno la corsa, la lotta , e il sentire di un reduce che si è ridotto al mero sopravvivere e ora cerca di esprimersi riscoprendo il concetto di una casa che sia rifugio.Ancora Provo a Conquistare4 Nuove Abitudini che Introducano5 un Disperato Senso di Aspirazione 6 Alimentato Da un Humor Disarmante7 e un Bisogno di un'Evasione Spontanea8 per Declamare con Voce Autentica9 una Propria Esclusiva Identità10 Indescrivibile, Capace di sFuggire11 a Descrizioni Ferree,12 per Proiettare in Dinamici Progetti13 Pensando a un Diverso Futuro14 non scritto, né immutabile.
riferimento a Giuliano Logos
Dream Theater - Hollow Years
Dj Enzo - Vuoti a perdere
APC = Alto Potenziale Cognitivo
NAI = Nuovo Arrivato in Italia
DSA = Disturbo Specifico dell'Apprendimento
ADHD = Attention Deficit Hyperactivity Disorder
BES = Bisogni Educativi Speciali
DVA = DiVersamente Abile
PEI = Piano Educativo Individualizzato
ICF = Classificazione Internazionale del Funzionamento, della disabilità e della salute
Questa è la prima incompiuta bozza di un testo che vuole essere un testamento spirituale, un messaggio da trasmettere e lasciare a chi è rimasto verrà dopo di me; per questo l'ho chiamato Epitaffio. Anche per essere un ricordo di ciò che è stato. Il numero 999 scelto è completo, ma ha comunque già forma e sostanza, e mi sembra la degna conclusione del viaggio e quindi non lo volevo inserire insieme alle bonus track (cioè le bozze dei testi incompiuti). Infine è la fine del viaggio e l'inizio della fine: l'ultimo in forma compiuta, seppur incompleta, scritto nella casa della malinconia, sul balcone dei ricordi.
ricordati che sei Spazio e Tempo, e quindi Cambiamento, e Storia: Individuazione e che non vuole essere ma aspira a Esser-ci.ricordati che sei Massa emersa dall'Energia: Inerzia costituita dai Legami: Pura Interazione a livello profondo, espressa in un dipinto quadrimensionalericordati che sei Polvere di Stelle residua delle scintille di una buia esplosione di una muta espansione, di una comune origine.ricordati che tu, entià Non-lineare, sei la manifestazione caotica della tua identità Non-locale, Indeterminata e Intrecciata con la realtà che ti circonda.ricordati che sei un'insieme di Relazioni a livello molecolare che necessita di Relazioni a livello macroscopico per diventare una Persona reale.ricordati che sei un Dettaglio in un disegno pluridimensionale, un Tassello di un quadro immenso nello spazio, una Tessera in Bilico di un domino temporale che si muove in base ad ogni atto decisionale.ricorda Umanità che tuo padre è il Cielo, e le Stelle tue parenti, che la Natura pulsa e vive in te danzando follemente in questa flebile e preziosa Vita; che la Terra che ci nutre è una madre severa, e che la tua esistenza è una manifestazione di un Universo che si è fatto Coscienza per conoscere sé stesso.ricorda che non esiste la Vita senza Mutamento e che l'esistenza è una continua Lotta contro l'Entropia, che vivere nel dubbio è l'unica saggezza che ci è concessa…ricordati chi sei e diventerai ciò che sei sempre stato a cui, naturalmente (e forse inconsciamente) aspiri ad essere e con una coscienza e percezione maggiore sarai un po' più padrone delle tuo mondo interiore e consapevole delle tue azioni.
Molte sono le morti e le rinascite in una vita in continua cambiamento, che cede alla natura che fa della mutazione il suo incessante motore. E quando tutto cede, tutto cade, tutto pesa troppo.
Ogni notte Dialogo con la morte Per sventare un attacco Prima del panico (E respiro affannato Col fiato corto, E un fuoco mi pervade.)La fiamma mi seduce, Divampa e avvolge, Plasma, logora E infine distrugge;Brace in cenere: Residui di un corpo annerito Che illuminato dal calore Si è acceso di nuovi colori Danzanti e vivi, Amati di me.Ora il grigio interiore, Carbonato, ossidato, Ruggine potenziale Di una durezza mai espressa, Costituisce la mia estetica E non c'è pressione Che mi possa valorizzare, Trasformare in diamante: Solo il respiro e il fuoco Flebile e fulmineo Di una scintilla che si accende.E volo ora, su queste stelle artificiali Che si stagliano su uno sfondo d'asfalto E si contrappongono a un cielo spento, E accendo, quelle flebili fiamme nucleari Lontane anni luce, nella mia immaginazione E vagabondo sognando… Fuggendo dalla realtà circostante Rifugiandomi nella mia mente Per edificare dalle macerie Un nuovo me, una nuova vita Una nuova pagina che continua La narrazione del mio essere Con un nuovo capitolo, Una nuova scintilla: Un volo pindarico di una fenice Che vagabonda oltre la materia Per riemergere, rinascere Ritrovare sé stessa E ritornare a vedere le stelle.
4 anni sono passati e un nuovo blocco e un nuovo rogo dove non brucio testi ma me stesso e ogni ponte ogni blocco e ogni gogna.E nelle fiamme colori che rivelano parti di me che ora incendiano l'aria saggiando la follia che ho sempre nascosto e ogni voce in fine sfocia in una luce una folla che acceca e illumina il cielo, e io come una falena la inseguo come il sole che bacia la terra, la inseguo come unica meta per questo Ulisse: L'orizzonte, e poi, la notte.- 25 luglio 2026, ore 18:19